Questo braccio robotico, che sembra un po un vermone lungo 2 metri e 50 centimetri,  altro non è che la nuova installazione interattiva di Golan Levin. Media artist e professore associato di Electronic Time-Based Art alla Carnegie Mellon University, crea questa installazione come punto di riflessione  sulle connessioni dell’incontro di sguardi fra specie diverse. Il “vermone” reagisce alla presenza di persone od oggetti in movimento nelle sue dirette vicinanze. Un concept che tocca anche le tematiche legate alla video-sorveglianza e alla sua presenza sempre più invasiva nella nostra quotidianeità.