L’installazione interattiva ad opera di Adam Somlai-Fischer, Ai Hasegawa, Barbara Jasinowicz, Bengt Sjölén, Gabor Papp, Tamás Szakál e Usman Haque, è un ambiente fatto di migliaia di componenti low tech che possono essere “riconnesse” dagli utenti.  Reconfigurable House,  (interactive design) rivisitata il concetto di ‘smart house’ in maniera proattiva al fine di mantenere la tecnologia user friendly e l’attenzione concentrata sul potere decisionale degli individui. Il software utilizzato e’ stato realizzato con Processing mentre i dispositivi elettronici sono controllati da Arduino, un microcontroller economico.