Mario Airò – AtlantideHangar Bicocca Milano

“Un ingranaggio a forma di mezzo sole, ruota eccentricamente sollevando nel suo cammino un lungo bastone bianco…”. Il bastone batte ciclicamente su una superficie metallica. Il suono attiva una proiezione laser multipla, che disegna nello spazio la riproduzione dei confini di Atlantide. “Da qui sgorgano sei serpentelli di luce verde che si avvitano sinuosamente intorno a questa macchina, muovendosi su traiettorie differenti eppure familiari l’una con l’altra. In una ventina di secondi circa, ciascuna compie il proprio periplo, disegnando una nuova e differente mappa di Atlantide, mentre il mezzo sole sta compiendo il suo ulteriore giro che lo porterà nell’arco di 3 minuti a ri-liberare il bastone e rigenerare l’intero evento”. I confini della terra-che-non-esiste, della terra immaginaria, si manifestano dentro un ritmo che richiama l’attenzione, come se fosse ogni volta una nuova scoperta. All’interno di questo continenteimmaginario, in eterno ritorno, potrà a volte capitare di trovare qualcosa di nuovo, o di vedere qualcuno intento a fare qualcosa, o di udire un suono, o chissà che altro ancora.