http://www.youtube.com/watch?v=7K8gC9yzXlI&feature=youtu.be

Il lavoro di Balint Bolygo esplora nella relazione e le somiglianze tra la concezione artistica e scientifica. Entrambe sono motivate dalla stessa esigenza di scoprire o svelare, trasformare le idee in totalità risultante. La scultura documentata nel filmato è “trace”, un dispositivo scultoreo che allude a concetti psudoscientifici quali: frenologia, fisiognomica e craniometria. Trace mette in discussione la nostra nozione di “sè” e di come la tecnologia abbia trovato diverse rappresentazioni visive. Il DNA, la scansione della retina, le impronte digitali sono tutte rappresentazioni che vengono evocate dal processo meticoloso del lavoro meccanico. Le immagini topografiche sono trasformate in una nuova forma di rappresentazione tridimensionale che richiama la nostra attenzione allo spazio interno.