Overlab indaga il limite percettivo che esiste tra spettatore e opera realizzando installazioni interattive che puntano al suo superamento. Lo spettatore e l’opera entrano in simbiosi, attraverso un gesto, un oggetto, un ambiente, le percezioni si fondono in un’unica esperienza artistica. L’interazione tra opera e fruitore è alla base della ricerca, l’utilizzo di nuove tecnologie, il linguaggio video coordinato con il mapping sono utilizzati per le installazioni con lo scopo di sviluppare un messaggio intrinseco nei lavori presentati. Il legame con la realtà e i meccanismi sociali che ci circondano sono evidenziati e esasperati attraverso l’uso di sensori generando un’esperienza artistica che si avvale di una ricerca estetica complementare al suo significato. L’opera analizza il limite tra realtà e immaginazione, nell’esasperazione dei giorni nostri, dell’individualismo e del potere mediatico. Il sogno, inteso anche come desiderio, è la forza che ognuno di noi ha e che attraverso le azioni si esplicita. Lo spettatore ha la possibilità di gestire gli umori della massa attraverso un semplice gesto decisionale, evidenziando così la pericolosa facilità con cui realmente si influisce sul nostro agire quotidiano, arrivando ad intaccare persino la sfera emotiva.

 

A perfect symbiosis between spectator and artwork. A reflection on the power and tyranny of media and on the possibility of influencing the masses, thus underlining how dangerously easy it is to influence daily behaviour up to the point of eroding private life.