Se trovate ancora dei biglietti disponibili vi consiglio di non mancare a questa performance (presentata all’interno del Romaeuropa Festival) che unisce danza e proiezioni interattive. “Stocos” di Pablo Palacio e Muriel Romero  andrà in scena domenica 18 Novembre al teatro Palladium di Roma.

 

Progetto squisitamente interdisciplinare, Stocos di Muriel Romero e Pablo Palacio unisce alla danza, una delle più antiche forme di espressione, la sperimentazione creativa attraverso l’informatica e l’intelligenza artificiale in campo visivo e sonoro. In questo lavoro due danzatrici si muovono in una scenografia composta da video-proiezioni, luci e dalla presenza anche di suoni o, come li chiamano gli autori, gesti sonori, irradiati attraverso un sistema di diffusori che circonda il palcoscenico ma anche il pubblico. Tuttavia sono gli stessi danzatori con il loro movimento a mutare questo ambiente interagendo vuoi con le proiezioni che con il sonoro in una griglia aperta di possibilità. Lanciato un impulso a loro volta i danzatori si trovano a rispondere a quanto le macchine creano, in una rete inestricabile di influenze reciproche, che crea così situazioni di grande suggestione. Parte conclusiva di una trilogia centrata sull’interazione tra il gesto danzato, l’immagine e il suono.
La stocastica è una sequenza di eventi in parte selettivi e in parte aleatori, infatti il titolo Stocos deriva dal fatto che tutto il suono e la musica del pezzo sono generati dallo “scratch” utilizzando la sintesi della stocastica; una composizione di procedure algoritmiche rigorose concepita in origine da Iannis Xenakis, che fa uso della distribuzione di probabilità per produrre la pressione della curva del suono. Queste strutture matematiche definiscono inoltre alcune sequenze dei movimenti danzatori e incidono sullo sciame dell’immaginario visivo. È infatti grazie a questi processi che Romero per la coreografia, Palacio per la musica e Daniel Bisig per la parte visiva hanno creato questa fusione di linguaggi dove è impossibile separare la creazione coreografica da quella sonora e visiva, che formano una rete inestricabile.