Equilibrium Variant era l’unica installazione inserita tra le due performance di venerdì scorso a Digital Live. Un gioco di equilibri che Roberto Pugliese innesca tra le due entità robotiche, un dialogo continuo dall’aspetto naturale e non programmato riconducibile a entità dotate di coscienza.

 

Il feedback è il tipico fischio stridente che si sviluppa quando i suoni emessi da un altoparlante ritornano ad essere captati da un microfono. Il fenomeno si innesca solitamente quando il microfono è troppo vicino all’altoparlante e capta una frequenza emessa da quest’ultimo. Questa frequenza viene amplificata e riprodotta a sua volta con ampiezza via via crescente, virtualmente illimitata, fino a generare la saturazione dell’amplificatore e la rottura fisica del sistema. Equilibrium Variant è una installazione sonora costituita da due bracci robotici, posizionati su di un supporto da terra, alle quali estremità si trovano un microfono e uno speaker. Un software creato ad hoc dispone la posizione dei bracci robotici nello spazio in maniera dinamica e gestisce la distanza del microfono dallo speaker evitando che il sistema vada in saturazione. La ricerca spasmodica di un equilibrio crea una dimensione acustica e visiva dinamica e mutevole in quanto la frequenza del feedback e i movimenti dei bracci sono diversi e mutano in tempo reale. Questo rende i movimenti estremamente armonici e naturali ed i bracci assumono caratteristiche comportamentali riconducibili a organismi viventi. Il sistema dunque si trasforma in un organismo biomeccanico che vive di vita propria e reagisce alle condizioni esterne.

 

 

Roberto Pugliese nasce a Napoli nel 1982, dove attualmente vive e lavora. Conseguita la laurea in Musica Elettronica presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida del M° Agostino di Scipio, divide il suo tempo tra l´insegnamento presso lo stesso conservatorio (Sistemi Musicali Digitali e Laboratorio di Elettroacustica ed Informatica), l´attività musicale e la produzione di installazioni sonore. La sua ricerca trae energia principalmente da due correnti artistiche, quella della sound art e quella dell’arte cinetica e programmata. Servendosi dell’utilizzo di apparecchiature meccaniche pilotate da software che interagiscono tra di loro, con l’ambiente che le circonda e con il fruitore, intende esaminare nuovi punti di ricerca su fenomeni legati al suono, sull’analisi dei processi che la psiche umana utilizza per differenziare strutture di origine naturale da quelle artificiali(sia acustiche che visive), sul rapporto tra uomo e tecnologia e sul rapporto tra arte e tecnologia, senza mai perdere di vista l’aspetto visivo. Il suono diventa quindi sia oggetto di ricerca, sia mezzo di espressione acustica e visiva, energia vitale che anima l’inanimato, guida per analizzare e stimolare la psiche e la percezione umana.