Il 2012 ci ha visto superare i 1.100 articoli, un traguardo raggiunto con la passione di uno sguardo costante e quotidiano verso i nuovi media. E’ giunto il momento di tirare le somme, non ci piacciono le classifiche perchè tutti i progeti presenti sul blog sono riportati in quanto degni di nota e ammirazione. Ci sono comunque dei lavori che lasciano il segno, dei punti fermi che ridefiniscono lo stato dell’arte nell’interaction design.

Ecco a voi la nostra gold selection in un unico articolo:

 

Memo Atken + Quayola – Forms

Forms è un progetto che ha visto collaborare Memo Akten e Quayola, due visual designer noti a noi di interactivedesign.it. L’opera si ispira in modo dichiarato a lavori di artisti quali: Eadweard Muybridge, Harold Edgerton, Étienne-Jules Marey e Marcel Duchamp.  Forms è uno studio sul movimento umano e i suoi riverberi attraverso lo spazio e il tempo. Piuttosto che concentrarsi su traiettorie visibili vengono visualizzate ed esplorate relazioni tracciate da valori quali potenza, equilibrio, grazia e disarmonia. Questi valori vengono elaborati e scolpiti in forme astratte generate dalla relazione nel confine tra il corpo e ciò che lo circonda.

L’installazione è attualmente esposta al National Media Museums di Bradford in Inghilterra dal 9 marzo al 2 settembre 2012 ed è inserita nella mostra dal titolo ’In The Blink of an Eye’ dove sono esposti anche lavori fotografici di Harold Edgerton, Eadweard Muybridge, Roger Fenton, Richard Billingham e Oscar Rejlander.

 

Mercedes Benz – The Invisible Drive

http://www.youtube.com/watch?v=UaM07OZCiZ0

Per la presentazione delle sue nuove tecnologie di propulsione ad idrogeno F-CELL montate sui nuovi modelli , invece di mostrarla a tutto il mondo Mercedes l’ha resa invisibile, così come le sue emissioni sono “invisibili” per l’ambiente.  Nascosta sotto un mantello di schermi LED flessibili da un lato ed una serie di fotocamere dall’altro, la macchina ha girato per le vie della città dando vita ad uno spot virale pieno di creatività, ingegno e tecnologia

 

AntiVJ – O (OMICRON)

“O (Omicron)” è l’ultimo progetto del collettivo AntiVJ  (Romain Tardy, Thomas Vaquiè, Guillame Cottet, Joanie Lemercier) che come al solito ridefiniscono e portano ad un nuovo livello lo stato dell’arte nelle proiezioni di mapping.

 

Bike as Digital Turntable Controller

“The Turntable Rider” è un progetto realizzato dai giapponesi di Cogoo che trasforma una bicicletta BMX in uno srumento musicale. Le ruote diventano le puntine che mettono in play il disco e permettono di fare scratch. I freni si trasformano in sound pads…a vedere il video c’è da divertirsi!

 

TouchDesigner – Video Mapping Rotating System

Il team polacco di White Kenga presenta questo suo prototipo di proiezione di video mapping su un sistema rotativo realizzato con TouchDesigner. Ad oggi sembra questa la nuova sfida per chi si occupa di mapping. In rete circolano molte prototipazioni che puntano verso questa direzione, un’evoluzione naturale per portare questa tecnica ad un nuovo livello di complessità e spettacolarizzazione.

 

 MR-808 – Mechanical Drum Robot

“Let’s get physical!” e non è una citazione anni 80 di Olivia Newton-John. Per l’installazione “MR-808″ Moritz Simon Geist ha trasformato i suoni della mitica 808 in attuatori fisici e meccanici. Un progetto che dal 2011 si è evoluto negli anni con nuove implementazioni di suoni e strumenti quali: rullante, grancassa, charleston, Carabassa, Clave, Ride, Clap, Tom (3x) e Cowbell. Gli attuatori sono controllati tramite Arduino, il controllo musicale è realizzato tramite midi, l’illuminazione è gestita tramite MAX/MSP.

 

 

Random International – Rain Room

Vi siete mai chiesti come si sentiva Mosè quando ha diviso le acque del Mar Rosso?. Più o meno anche voi potrete padroneggiare gli elementi controllando piogge torrenziali visitando la Barbican’s Curve gallery di Londra (dal 4 ottobre 2012 al 3 marzo 2013) . “Rain Room” è l’ultimo lavoro del collettivo di Random International. L’ installazione invita i visitatori a districarsi all’interno di un percorso disposto su una superficie di 100 mq. Cascate torrenziali di pioggia interagiscono con il percorso che effettua il visitatore. L’acqua viene respinta come se ogni corpo fosse dotato di una particolare forza magnetica. Chi ha provato questa esperienza immersiva l’ha descritta come qualcosa di sorprendente e surreale.

 

 

Bram Snijders & Carolien Teunisse – Deframe Visual Collective

http://vimeo.com/45132788

Gli olandesi Bram Snijders & Carolien Teunisse ovvero Deframe Visual Collective, sono un collettivo di visual artists focused su installazioni audio/video e visual performances. Questa installazione di “auto-mapping” trasforma lo strumento in attore dell’opera. Un gioco di specchi trasforma il proiettore nel media oggetto di proiezione a 360°. L’installazione è stata presentata all’interno di vari festival tra cui il Transmediale di Berlino e lo Scopitone Festival di Nantes.

 

 Dennis P Paul – Sonification of Everyday Things

Fare musica con gli ogetti che ci circondano, questo è l’obiettivo di “Sonification of Everday Things” progetto dell’interaction designer Dennis P Paul. Il congegno motorizzato compie delle continue rotazioni, la superficie degli oggetti viene analizzata e trasformata in frequenze udibili. Una sorta di theremin a infrarossi ne analizza le sagome trasformandole in loop sonori.

 

SAOL – Interactive Dance Performance

SAOL è una performance sperimentale, un punto d’incontro tra danza e visual arts. Il progetto è stato realizzato dalla compagnia Floating World Productions (Andrea Scott, Rebecca Reilly, Furry) in occasione del Fringe Festival di Galway in Irlanda. Il movimento del corpo sul suono influenza l’ambiente circostante, una sinergia generata dalle vibrazioni del corpo e la proiezione generata mediante il tracking di una camera a infrarossi.

 

ART + COM – Deutsche Bank – Kinetic Logo

ART + COM è un media design studio di Berlino specializzati nel traslare contenuti in ambienti interattivi. Nella nuova sede centrale delle Deutsche Bank a Francoforte hanno realizzato nello spazio di accoglienza una scultura cinetica basandosi sul logo creato da Anton Stankowski. Il logo viene tradotto in tre dimensioni in uno spazio narrativo rivoluzionario. Il logo è trasformato con un approccio associativo ed estetico composto da 48 triangoli che si muovono nell’aria formando una coreografia complessa.