Si dice che un’immagine valga più di mille parole. In alcuni casi, una mappa o una fotografia è incredibilmente più comprensibile e chiara di una descrizione testuale o discorsiva e i designer dell’interazione fondano il proprio lavoro su questa consapevolezza. Il mondo contemporaneo è sovraccarico di informazioni e saturo di dati, una complessità che può essere governata da uno dei nostri sensi più sviluppati ed immediati, la vista. Visualizzare le informazioni permette di creare percorsi, vedere le connessioni che contano e poi riprogettarle perché abbiano più senso o farci concentrare solo sull’informazione importante.

 

 

“Data is the new oil” afferma chi lavora nel marketing, proprio come il petrolio, tutte queste informazioni sono un bene prezioso. Così come l’oro nero necessita di essere raffinato e trasformato in gas, plastica e prodotti chimici per essere un’attività redditizia. Allo stesso modo i dati devono essere suddivisi ed analizzati per produrre valore. Più poetica è stata la risposta dei designer: “Data is the new soil”, uno strumento fertile e creativo. Negli anni online, abbiamo seminato una grande quantità di dati e informazioni e le irrighiamo con reti e connessioni. I dati sono uno strumento molto fertile per comprendere la realtà che ci circonda.

 

 

Ogni giorno siamo pervasi dal design delle informazioni. Viene riversato nei nostri occhi attraverso il web e ora siamo tutti visualizzatori, chiediamo tutti un aspetto visivo delle informazioni. L’informazione visiva non comporta sforzi, letteralmente sgorga.