Torniamo a parlarvi del Mirage festival di Lione, in quanto siamo orgogliosi di presentarvi la partecipazione degli amici  XX+XY ovvero Giuseppe Pradella e Sladzana Bogeska, che per la kermesse francese eseguiranno live il loro famoso lavoro LUMA , esibendosi negli spazi del Grand Temple Protestant  a fianco di nomi del calibro di Ryoichi Kurokawa. Il progetto che metteranno in scena dal vivo è stato realizzato nella sua versione primaria in ben 2 anni di ricerca sonora e visiva, un processo digitale sull’immagine estremamente dilatato che ci porta ad una sensoriale e completa immersione in un complesso paesaggio audiovisivo.

 

ID : Siamo contenti della vostra partecipazione alla seconda edizione del Mirage festival, dove tra l’altro vi esibirete insieme a Ryoichi Kurokawa Ci raccontate qualche dettaglio di come è avvenuto l’invito e quale è stata la vostra reazione alla notizia?

 

XX+XY: Riguardo alla nostra partecipazione al Mirage Festival a Lyon si tratta di un invito diretto da parte dell’organizzazione, che ci ha contattato col desiderio di voler portare la nostra performance “Luma” al festival. E per quanto concerne la nostra esibizione accanto a Kurokawa, siamo molto curiosi e contenti poiché il suo lavoro lo conosciamo bene e non vediamo l’ora che lui conosca il nostro. Scherzi a parte è sicuramente un’occasione molto stimolante e gratificante essere proposti al pubblico francese nella stessa serata.

 

 

ID: Presenterete il vostro ultimo lavoro LUMA, prevedete una versione speciale per il Festival?

 

XX+XY: Per quanto riguarda Luma, presenteremo l’ultima versione audiovisiva del 2013 che prevede maggiore enfasi sonora e scenari piu cupi rispetto all’edizione dvd del 2012.

 

 

ID: Credete ci sia interesse ed attenzione, a livello internazionale, verso le new media arts italiane ?

 

XX+XY: Riguardo all’attenzione da parte dei festival internazionali verso i new media prodotti in italia crediamo che in teoria ci sia molto interesse, ma non sempre gli artisti nostrani appaiono interessanti quanto i colleghi tedeschi, inglesi etc a giudicare dalle line up dei più importanti festival europei. Per non parlare della scena d’oltreoceano. Questo è un grosso problema poiché la scena italiana è qualitativamente molto interessante ma deve assolutamente trovare maggiore sintonia tra i diversi elementi e attori che la compongono come curatori, produttori, discografici e politiche culturali affinché si ottenga una giusta promozione all’estero delle attività italiane.