L’ex chiesa sconsacrata di Gijòn in Spagna, ora “Museo Laboral, Ciudad de la Cultura” ha da poco ospitato il progetto Lifefloor di Román Torre. La grande installazione interattiva è basata sul più noto Game of Life, il famoso automa cellulare sviluppato dal matematico inglese John Conway sul finire degli anni sessanta. Attraverso le simulazioni matematiche dei sistemi cellulari intelligenti, tutto ciò che può essere calcolato algoritmicamente può essere calcolato da Lifefloor, dove la presenza umana influenza il suono e l’ecosistema visivo, invadendo e modificando lo sviluppo delle generazioni cellulari in tempo reale e della vita artificiale all’interno dell’impianto.

 

 

Ogni passo e movimento viene monitorato e relazionato ad altri dati di prestazione del sistema stesso, invitando lo spettatore a interagire con il suono e l’ambiente visivo sia all’interno che all’esterno dello spazio. Questo permette anche all’algoritmo di divenire protagonista e – visto il luogo che l’ha ospitato – di perseguire simbolicamente un nuovo culto: quello della scienza, della matematica e delle teorie tecnico-scientifiche volte alla ricerca della verità empirica.