Potrà mai una macchina anticipare la storia dettagliata di un essere umano partendo dal DNA del feto? È quello che probabilmente si sono chiesti Joachim Sauter e Jussi Ängeslevä, professori della Digitale Klasse della Berlin University of the Arts prima di realizzare il progetto sul tema della diagnostica prenatale, dal titolo “Therefore I am”. Da qualche anno è possibile recuperare il DNA di un feto analizzando il sangue della madre, così, tramite VVVV e Arduino, Sauter e Ängeslevä hanno provato a simulare uno strumento fittizio che possa preannunciare la storia di quello che, ancora nel grembo materno, diverrà presto un essere umano. La macchina valuta il campione e, attraverso la manipolazione dei dati immessi, visibile per mezzo di un’animazione, crea una storia proiettata nel futuro che viene poi stampata. Naturalmente, al momento la macchina crea racconti immaginari e assemblati in maniera casuale, ma vuole indurci a riflettere su cosa accadrebbe e quali potrebbero essere le conseguenze etiche e sociali nel caso in cui si riuscisse a fare un’ulteriore analisi perfetta del DNA. Sarà davvero possibile, oltre alle malattie genetiche e alla disabilità, conoscere in anticipo l’orientamento sessuale, le aspirazioni artistiche, sportive o lavorative e l’accettazione da parte della società degli esseri umani?