Julien Maire è un new media artist che ha unito per la prima volta due mondi che all’apparenza sembrano non condividere molto, ovvero quello del cinema e della stampa 3D. L’artista re-interpreta quella che è la realizzazione di un film con un processo d’innovazione che lo rende qualcosa di completamente nuovo. Durante la scorsa estate Maire ha avuto l’opportunità di partecipare a un programma di residenza al center for digital cultures and technology iMAL di Bruxelles, dove ha avuto l’opportunità di lavorare con stampanti 3D e macchine a taglio laser.

 

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L’idea è stata quella di realizzare un film ad un livello completamente nuovo, sostituendo la pellicola tradizionale con proiezioni 3D stereolitografiche. Con il suo progetto Maire ha modellato 85 figure diverse, utilizzando una stampante 3D per stamparli e li ha montati su una bobina da film. Il risultato è un film mai visto prima, gli oggetti stampati 3D passano attraverso il proiettore di luce dando l’effetto di una animazione. Un processo di “media archaeology” che riporta indietro nel tempo, ma che non sarebbe stata possibile senza le tecnologie odierne.

 

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