Era il 28 Agosto 2014 e a Tokyo  Nobumichi Asai e Paul Lacroix ci hanno sbalordito con il loro progetto di face mapping “Omote” che è la parola giapponese con il doppio significato di viso o maschera. Un complesso sistema di mappatura in tempo reale realizzato utilizzando sensori OptiTrack e programmazione software in C++. Ora il duo torna sul progetto realizzando qualcosa di ancora più accurato. I movimenti sono più fluidi e la sincronizzazione viso/proiezione è ancora più precisa portando un cambiamento significativo nell’interazione tra movimento e riconoscimento dello stesso ai fini della proiezione.